lunedì 25 maggio 2009

New entries

Succede così: arriva la stagista laureata & con master dell’università di prestigio. E’ graziosa - look da “città da bere” - brillante e dinamica. Il capo femmina - manager in ascesa - rivede in lei con simpatia la propria giovanile ambizione lavorativa. Il capo maschio - di mezza età - è preso di contropiede dalle palesi blandizie della fanciulla, e la guarda con molta simpatia. Nei confronti dei colleghi, la suddetta fanciulla alterna fin da subito modi che vanno da una ostentata modestia da ragazzo di bottega, a un asciutto tono direttivo da capitano di lungo corso. I colleghi non la guardano con simpatia. Il capo maschio e il capo femmina si sentono in dovere di offrire alla nuova risorsa un'esperienza professionale significativa, perciò le affidano una mirata selezione di attività. Ma purtroppo la collaborazione è a termine: allo scadere del periodo di stage, l’azienda, che peraltro non assume da anni, non può protrarre il rapporto di lavoro, nonostante le dichiarate insistenze dei due responsabili. Così, la stagista se ne va, lasciando nei capi un grande rimpianto. Lo trasmettono in questo modo ai loro collaboratori, da anni spremuti come limoni: “Che peccato, era veramente brava…” con il tono di chi dice “… lei sì…”.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.



lunedì 18 maggio 2009

Skills

- Ho venticinque anni, sono laureata e conosco quattro lingue. Se mi rifaccio il naso posso fare la valletta?

- Ho ventisei anni, sono laureata e ho un master in comunicazione. Se mi rifaccio il seno posso fare la valletta?

- Ho diciotto anni, li ho appena compiuti. Se mi rifaccio il presidente posso fare la valletta?

giovedì 14 maggio 2009

Tribù notturna

In piedi davanti alla libreria, camicia da notte, senza occhiali, quasi tocco con il naso i volumi impilati in verticale, quelli ancora da leggere, per vedere i titoli sulle costole. Questo libro ti salverà la vita, dichiarano dei caratteri arancioni su un dorso bianco. Non domandavo tanto, ho solo l’insonnia - almeno, credo. Comunque l'offerta non si può rifiutare. E' l'una, fa freddino e me ne tornerei volentieri a letto, con il libro, a dare un senso a questa notte. Ma non dormo da sola: il mio compagno, che osservo dalla porta, ha un respiro così leggero e regolare che accendere la luce del comodino e piazzarmi accanto a lui sarebbe quasi una cattiveria. Camere separate… eh sì, in questi casi le rimpiango. In alternativa al tornare a letto mi viene in mente, ma anche questa non è una buona idea, di telefonare - ce lo diciamo sempre - a qualche amica come me frequentemente insonne. Le oscillazioni ormonali, la crisi dell’azienda che ti dà lavoro, i figli che faticano a crescere, le necessità dei genitori che si fanno anziani… : donne, in quante siamo sveglie stanotte? Vi immagino e mi sento in compagnia. All’una e tre minuti, in cerca di un luogo mio, vado in bagno. Seduta sul water, prima pagina, prima riga, attacco la nuova storia. Mi prende, mi intriga. La vita, come dichiarava il titolo, non so - ma la notte è salva.

lunedì 11 maggio 2009

Calendario settimanale


Lunedì: Oggi il lavoro mi sembrerà più accettabile pensando che serve per comprare le scarpe a mio figlio.

Martedì: Questo schifo di lavoro di oggi servirà per pagare parte del conto del dentista (la centesima).

Mercoledì: Cosa cazzo sto a consumare la mia vita in questo cesso di posto?

Giovedì: Mi licenzio, no, prendo la porta e esco, vado a vivere sotto un ponte.

Venerdì: E anche questa settimana è passata.

venerdì 8 maggio 2009

Relazioni con il personale


1.1) Quando parli con il responsabile del personale, sii cordiale, disponibile e propositivo.
Minimizzerà le tue richieste e le dimenticherà subito.

1.2) Quando parli con il responsabile del personale, sii sostenuto, polemico e attendista.
Sminuirà le tue richieste e le dimenticherà subito.

Ricorda che:
- chi si lamenta per la qualità del lavoro è un ingrato
- chi non si lamenta per la qualità del lavoro è un inetto

ma chi si lamenta con la persona “giusta” è furbo.



lunedì 4 maggio 2009

Marcia su Baratonia

Gita domenicale verso Baratonia, che è un posto vero anche se sembra il nome di un paese dei fumetti. Si cammina atletici sotto un bel sole di maggio, tra prati, sentieri, gracidio di rane e canti di uccellini, recinti di cavalli e bordure di monti innevati. Oltre allo zaino, qualcuno si porta dietro altri fardelli. L'amarezza del rifiuto a partecipare alla gita da parte di un marito, le difficoltà di un ambiente di lavoro ostile, la preoccupazione per la salute di un familiare, i rancori per una ricollocazione aziendale che non si accetta. Qualcuno si sfoga e scarica per strada le sue tensioni. Qualcuno non riesce a scaricarle e riporta fino a casa tutto il suo fardello. Io torno con il naso rosso come se soltanto lui avesse passato la giornata all'aperto.