Bisogna suonare il campanello per entrare nel negozio, neanche fosse Hermès. Il rigore bianco dell'arredo è privo di tracce umane. Ma poi sbuca un signore di taglia media, abito scuro e camicia bianca, niente cravatta, che ci lancia uno sguardo e ci apre con un velo di disappunto. Non siamo della sua clientela preferita. Ha modi effeminati ma una certa durezza mentre mi mostra i giacconi imbottiti in vendita - ora - a prezzi "bassissimi". Non me ne va bene uno: quelli che mi interesserebbero mi stanno stranamente stretti in vita. Io dico che è un taglio che non mi si confà, lui risponde che le giacche a sacchetto come quella che porto non si usano più perché fanno "omino Michelin". Non mi propone una taglia superiore, solo ipocritamente mi suggerisce di non fare un acquisto affrettato. Ma ce l'aveva con me in particolare, o i gay ce l'hanno così con le donne, come certe zitelle attempate con gli uomini?
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