Grazie, mensa, che ci accogli ogni giorno rumorosa e immutabile. Grazie per gli odori che diffondi dal primo mattino, confermandoci fin dall’arrivo la rassicurante continuità delle nostre giornate. Grazie per la gelida aria condizionata che mantiene i cibi e blocca i nostri troppo voraci appetiti. Grazie per i minestroni di fagioli ferragostani, per i risotti collosi chiamati con affetto paella e per i kiwi a maturazione trimestrale.
Grazie o sempiterno cavolfiore, che, surgelato, sazi i nostri stomaci nelle quattro stagioni senza che dobbiamo organizzare un tempo per comprarti, fare la fila alle casse per pagarti, caricarti in sacchetti trasportabili da energumeni, e infine cucinarti, con insozzamento di pentole e spargimento di puzza nelle nostre case.
A voi tutti, cibi aziendali di poca qualità e modesto prezzo, la realistica gratitudine di noi lavoratrici, lucide e consapevoli di quanto valga trovare pronto il pranzo.
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bello!!
RispondiEliminalaudato si' per sora Mensa e frate Cesso.